In Calabria il fenomeno della violenza è presente e ancora non del tutto emerso. Proprio per questa ragione è fondamentale proseguire le attività di contrasto della violenza sulle donne, affinché si possa attivare un efficiente servizio di aiuto, sostegno e accompagnamento. Infatti garantire continuità ad un servizio che può rappresentare un punto di riferimento constante per le persone in difficoltà e per le famiglie in termini di prevenzione e informazione dovrebbe essere un imperativo per gli Enti locali. Come purtroppo dicono le statistiche la causa principale dei traumi fisici e psicologici inflitti a donne e bambini è la violenza commessa all'interno delle mura domestiche, in famiglia, e dal partner. Studi recenti mostrano come le donne che subiscono violenza per mano di persone a loro molto vicine sono tra un quarto e un terzo della popolazione femminile totale. Tranne qualche eccezione, gli autori della violenza sono di sesso maschile: compagni, mariti, padri, fratelli perciò molte donne sono costrette a scappare dalle loro case per poter sfuggire alla situazione di violenza, salvarsi la vita e trovare protezione e rifugio per loro stesse e per i propri figli. Molto spesso infatti vi sono dei minori coinvolti. Le vittime devono essere incoraggiate a prendere la vita nelle proprie mani e di conseguenza tenderà ad incrementarsi la loro salute generale, l’autostima e la condizione psicologica globale, le possibilità di realizzazione. Le donne e minori dovrebbero così poter recuperare la sensazione di vivere in una situazione di sicurezza

Il progetto SARA comprende pertanto una serie di interventi ed azioni utili a migliorare e potenziare le attività del Centro antiviolenza, al fine di poter offrire un aiuto realmente utile e vicino alle esigenze delle utenti e dei loro figli minori a carico, continuando altresì a sensibilizzare ed informare la cittadinanza sul fenomeno della violenza.

 

RAFFORZARE LA RETE DEI SERVIZI ATTRAVERSO INTERVENTI DI PREVENZIONE, ASSISTENZA, SOSTEGNO E ACCOMPAGNAMENTO DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

Tale azione prevede il rafforzamento della rete dei servizi attraverso il potenziamento dei due punti di ascolto già in essere presso il Comune di Condofuri ed il Comune di Ionadi. I due Focal Point fungeranno da punti di riferimento alle donne vittime di violenza, facendo da “ponte” rispetto alla sede centrale, nella quale vengono effettivamente erogati i servizi di consulenza e accompagnamento. L’attività sarà tarata in modo da offrire un ascolto professionale, in grado di decodificare la domanda ed orientarla eventualmente già verso gli altri sportelli/servizi pubblici o del privato sociale che dovessero ritenersi più idonei. L’attività di cooperazione con il Comune di Condofuri e la Cooperativa Vibosalus assume una particolare rilevanza per poter raggiungere le donne vittime residenti in ambiti territoriali diverso da quello della sede del Centro.

I due punti di ascolto manterranno l’apertura per due giorni a settimana e le operatrici responsabili accompagneranno l’utente, in tutto il percorso elaborato per la fuoriuscita dal problema della violenza e per rispondere alle esigenze manifestate nel primo contatto.

Rafforzare i punti di ascolto può anche essere occasione di confronto e apprendimento finalizzato al miglioramento dei comportamenti professionali e, di conseguenza, degli interventi erogati all’interno della rete di servizi. Una sempre maggiore consapevolezza dell’interdipendenza, la possibilità di creare anche forti legami informali, avere obiettivi condivisi, sono tutti fattori che possono costituire un incentivo alla costruzione del consenso sul vantaggio reciproco che si ottiene dal raccordo e dal lavoro di rete.

 

INTERVENTI PER IL SOSTEGNO ABITATIVO, IL REINSERIMENTO LAVORATIVO E PIU’ IN GENERALE L’ACCOMPAGNAMENTO NEI PERCORSI DI FUORIUSCITA DALLA VIOLENZA

Il problema principale per le donne che concludono il percorso di fuoriuscita dalla violenza e dalle conseguenze da essa prodotta, è dato dalla difficoltà di inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro, difficoltà determinata dai seguenti fattori: la bassa scolarizzazione, le  poche esperienze lavorative pregresse (spesso le donne non hanno mai svolto un’attività lavorativa fuori dall’ambiente domestico), problemi di conciliabilità dei tempi di lavoro con quelli legati alle responsabilità di cura da parte di quelle donne che hanno figli minori; l’impossibilità di essere inserite in percorsi facilitanti l’inserimento nel mercato di lavoro destinati a soggetti svantaggiati in quanto le donne vittime di violenza non vengono ritenute tali.

Considerati gli ottimi risultati raggiunti negli anni passati con l’attivazione dei tirocini formativi per le donne vittime di violenza, il Centro intende avviare n. 1 percorso lavorativo da realizzarsi presso una delle realtà aziendali aderenti alla rete dei servizi promossa dal Centro.

Il tirocinio avrà durata di 6 mesi. L’obiettivo strategico è quello di promuovere e facilitare l’inserimento sociale e lavorativo delle donne che hanno subito violenza fisica, sessuale, psicologica.

 

AZIONI PER MIGLIORARE LA CAPACITA’ DI PRESA IN CARICO DELLE DONNE MIGRANTI

Il Centro ha attivato nel 2018 lo sportello interculturale TABITA per il sostegno delle donne migranti vittime di pratiche lesive sulla propria persona e di maltrattamenti. Lo sportello offrirà i seguenti servizi:

  • prima accoglienza
  • consulenza psicologica e legale con assistenza di una mediatrice linguistica
  • orientamento ai servizi territoriali
  • corso di alfabetizzazione
  • accompagnamento presso strutture per cure e visite sanitarie.

Con il progetto SARA, si prevede di riattivare lo sportello con i suoi servizi, prevedendo altresì attività di sostegno materiale. Lo sportello sarà attivato presso la sede del Centro per due giorni a settimana.

 

INTERVENTI IN FAVORE DEI MINORI VITTIME DI VIOLENZA ASSISTITA

Il Centro Antiviolenza da anni si prende cura anche delle vittime di violenza assistita. L’essere parte di relazioni violente provoca conseguenze a lungo termine sullo sviluppo inter e intrapsichico dei minori, che si manifestano in tutti gli ambiti della vita quotidiana. In tal senso l’ambito scolastico rappresenta il luogo per eccellenza di emersione dei disagi sia con il conseguimento di risultati scolastici mediocri sia, soprattutto, attraverso atteggiamenti e comportamenti che incidono negativamente sulla valutazione complessiva del minore. Inoltre, le differenti età dei minori che afferiscono al Centro, e quindi i diversi gradi di sviluppo evolutivo del minore, portano a manifestazioni dei vissuti differenti, richiedendo conseguentemente interventi specifici che tengano conto dei bisogni e delle problematiche specifiche. Si prevede pertanto lo svolgimento dell’attività di sostegno scolastico e laboratoriale, con incontri settimanali. I citati incontri, effettuati alla presenza della psicologa e di un’operatrice, prevedono una prima fase di affiancamento ai minori nella realizzazione dei compiti, al fine di migliorare le performance scolastiche soprattutto laddove queste non rappresentino le reali capacità del minore e di cui egli stesso ha, talvolta, poca consapevolezza. Accanto a questo, obiettivo fondamentale è quello di aiutare i minori a sperimentare nuove modalità relazionali. In tal senso compito delle operatrici è quello di creare momenti specifici di “gioco/laboratorio” guidato affinché i bambini, tramite strumenti ludici adeguati, possano verbalizzare e sperimentare in un contesto protetto le proprie emozioni e i vissuti, spesso difficili da nominare e riconoscere.

 

AZIONI DI INFORIMAZIONE, COMUNICAZIONE E FORMAZIONE

Le attività di informazione e comunicazione hanno come obiettivo principale quello di favorire la visibilità del Centro e della rete di servizi che collabora con il Centro stesso per contrastare il fenomeno della violenza di genere. Prevedono la produzione e la stampa di materiale informativo/pubblicitario e la sua diffusione, sia sul territorio sia sul web tramite i siti web, il profilo Facebook. Il progetto SARA prevede nello specifico:

  • La realizzazione di una brochure destinata alla eventuale utenza, che illustra sinteticamente quali sono i casi in cui il Centro può essere di aiuto, la qualità e la metodologia dei servizi offerti e i luoghi principali di erogazione di questi servizi a favore delle donne e dei figli minori esposti a situazioni di violenza.
  • La realizzazione e stampa di un manifesto informativo da affiggere nelle scuole (di differente ordine e grado) e negli esercizi commerciali che svolgono attività principalmente destinate ad un pubblico femminile.
  • Aggiornamento dei siti web e del profilo Facebook del Centro con le informazioni del progetto SARA.

Infine il Centro intende organizzare un corso di formazione per “OPERATRICE DI CENTRI ANTIVIOLENZA” rivolto a tutte le donne che vogliono acquisire strumenti tecnici e pratici sul piano psico-sociale, sanitario, organizzativo e giuridico in materia, per rispondere ai bisogni delle donne sopravvissute alla violenza e per sviluppare, gestire e valutare interventi innovativi volti anche alla prevenzione della violenza di genere. L’obiettivo del Corso di Formazione è formare figure in grado di rispondere efficacemente ai bisogni delle donne vittime e di attuare interventi fornendo conoscenze teoriche e pratiche volte a prevenire e a contrastare la violenza di genere, la violenza maschile e la violenza assistita. La formazione sui temi dell’accoglienza, dell’ascolto e dell’accompagnamento di donne che subiscono violenza è condizione indispensabile per operare in tale settore o comunque per saper leggere i segnali della violenza e riconoscerli nel giusto modo. Il percorso qui proposto prevede la costruzione di nuovi saperi e l’operatività per prassi consolidata. Le formatrici saranno le professioniste del Centro.

Il corso sarà strutturato in n. 9 moduli da 4 ore ciascuno, da tenersi una volta a settimana:

MODULO 1.

Presentazione del Corso

  • La necessità di una formazione specifica in ambito di prevenzione e contrasto della violenza maschile e di genere sulle donne.
  • Il Movimento delle donne: elementi storici.
  • La governance in Italia: i soggetti che si occupano delle politiche sociali sull’antiviolenza: Dipartimento Pari Opportunità, Regioni, Comuni, reti territoriali, Associazioni di donne, Centri antiviolenza e Case rifugio.
  • L’esperienza dei centri antiviolenza in Italia: storia, mission, prospettive, modalità operative.
  • Laboratori di attivazione per la creazione del gruppo di lavoro.
MODULO 2.

Cornice della violenza di genere e della violenza assistita

  • La storia e le radici della violenza contro le donne.
  • Epidemiologia della violenza sulle donne.
  • Analisi della dimensione strutturale della violenza.
  • La violenza maschile sulle donne nella sua complessità sociale e culturale.
  • Violenza su donne migranti e rifugiate.
  • Definizioni, diffusione, caratteristiche, forme e tipi, stereotipi sociali, spirale della violenza.
    I dati e le ricerche statistiche.
  • Violenza assistita dai minori figlie/i delle donne che subiscono violenza maschile: protezione, esiti e percorsi di tutela; il ruolo dell’insegnante; il ruolo della neuropsichiatria infantile e del pediatra.
MODULO 3.

Metodologia e strumenti di un Centro Antiviolenza

  • L’ascolto telefonico: dalla ricezione della chiamata all’attivazione del percorso.
  • La progettazione dell’intervento: dall’accoglienza all’empowerment.
  • Pratiche di accoglienza e di accompagnamento: definizione del percorso di uscita dalla violenza; il percorso e i principi dell’aiuto; metodologia dell’accoglienza.
  • Teoria e tecnica della relazione d’aiuto in un CAV.
  • Iter per l’inserimento in Casa Rifugio ad indirizzo segreto.
MODULO 4.

Presa in carico da parte dell’operatrice all’ascolto e all’accoglienza

  • Il setting spaziale e relazionale; il segreto professionale.
  • L’ascolto attivo, empatico e assertivo.
  • L’analisi della domanda; la motivazione al cambiamento; la sospensione dei giudizi di valore.
  • Orientamento al lavoro e percorsi di tirocinio nell’ambito di progetti specifici.
MODULO 5.

La presa in carico dal punto di vista psicologico

  • Riconoscere i segnali e le dinamiche di una relazione violenta.
  • La comunicazione con la vittima di violenza.
  • La gestione delle emozioni durante il colloquio.
  • Il riconoscimento delle reazioni post-traumatiche.
  • L’elaborazione del trauma e della separazione dall’aggressore/maltrattante.
  • Educare alla relazione intima.
MODULO 6.

Aspetti legali della violenza contro le donne

  • Evoluzione storica del diritto relativo al contrasto e alla prevenzione della violenza.
  • Dalla Convenzione di Istanbul alle Corti europee: il difficile cammino del diritto nella prevenzione e contrasto della violenza di genere.
  • Diritto internazionale e comunitario in ambito della violenza contro le donne.
  • La normativa italiana contro le diverse violenze contro le donne.
  • Strumenti giuridici per la protezione della donne vittime di violenza.
  • La violenza su donne disabili o anziane.
  • Affido dei figli in contesti di violenza.
  • Denunce: nodi critici.
  • Il ruolo delle Forze dell’Ordine.
  • La valutazione del rischio di recidiva di violenza.
  • Laboratori di attivazione.
MODULO 7.

Linguaggio, comunicazione e mass media

  • Linguaggi, stereotipi e sessismi mediali.
  • Sessualizzazione precoce e violenza nei media.
  • Stereotipi ed oggettivazione delle donne.
  • La comunicazione con la vittima di violenza.
  • Linguaggi e cultura di genere.
MODULO 8.

Conclusione del percorso formativo attraverso verifiche (test, elaborato di gruppo, colloquio).

Al termine del percorso sarà rilasciato un attestato di partecipazione valido ai fini curriculari.

 

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