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Il centro d’Ascolto Ariel di Reggio Calabria vuole fare sentire il suo abbraccio a tutte le donne in difficoltà in un periodo storico in cui ne sentiamo tutti la privazione.

Per innescare una nuova chiave di azione molte sono le iniziative appena concluse ed ancora in corso. Dal 1° dicembre 2020 il centro antiviolenza ha avviato di concerto con la Cooperativa Sociale Terra Promessa, grazie al sostegno della Regione Calabria, Dipartimento Pari Opportunità una campagna di comunicazione sociale innovativa denominata BRACCIAXAMARE al fine di incoraggiare le donne a reagire ad un vero e proprio lockdown emotivo che le paralizza. Molte campagne di comunicazione hanno l’obiettivo di favorire il riconoscimento di atteggiamenti e segnali potenzialmente pericolosi dei partners maschili ed incoraggiare alla denuncia. Ma a questo scopo spesso si mostrano donne livide, inorridite, ripiegate su sé stesse e si punta sull’impatto emotivo di queste immagini. Concentrando l’attenzione unicamente sulle vittime, si tralascia però di nominare gli autori della violenza o le forme di relazione tra i sessi su cui tale violenza si fonda.

Insomma gli uomini non ci sono, come se la questione non li riguardasse. Ma i nostri colleghi, i nostri fratelli, i nostri amici devono prendere coscienza del ruolo determinante che possono svolgere nella prevenzione e nel contrasto alla violenza. E’ a loro che principalmente ci rivolgiamo.

Ci rivolgiamo con questa campagna a tutte coloro che sono isolate dalla paura, tormentate dal senso di colpa, dilaniate dallo sconforto e convinte che la via d’uscita dalla violenza sia irraggiungibile.

Ma ci rivolgiamo anche a tutti gli uomini per far risorgere in loro gli atavici sentimenti e le eroiche gesta dei cavalieri d’altri tempi. CERCASI UOMINI che dimostrino passione e coraggio nel conquistare non i territori o ricchezze materiali dei trascorsi epici racconti, ma che, nel ventunesimo secolo, brandiscano la spada per sconfiggere un virus ancora più insidioso del Covid 19, la paura e la violenza ai danni delle proprie sorelle, colleghe, vicine di casa. Uomini che usino le BRACCIAXAMARE.

UFFICIO STAMPA

CENTRO D’ASCOLTO ARIEL

VIA SCACCHIERI N. 5 GALLICO

89135 REGGIO CALABRIA (RC)

TEL. N. 0965/371373

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Questo progetto mira a porre in essere azioni per l’assistenza ed il sostegno delle donne vittime di violenza residenti nel Comune di Reggio e Provincia che subiscono violenza da partner o ex partner nelle relazioni di intimità. Questa violenza presenta dinamiche particolarmente problematiche, pericolose e recidivanti nel tempo, le cui conseguenze possono essere affrontate solo con interventi strutturati, e a lungo termine, a favore dei soggetti oggetto di violenza (donne e minori). Obiettivo del progetto è quello di fornire alla donna, oltre i percorsi di individualizzati di uscita dalla violenza, servizi di supporto per risolvere situazioni di disagio economico, relazionale, sociale. Le richieste esplicitate dalle donne, quando scelgono di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza, attengono principalmente al tema della protezione e della sicurezza, della gestione dei figli, dell’autonomia economica, della reperibilità di una casa. Se queste richieste rimandano a bisogni materiali e concreti, i quali possono manifestarsi con livelli di urgenza differenti da caso a caso, sussistono bisogni impliciti e meno tangibili ma altrettanto determinanti nello svelamento della situazione di violenza subita e nella costruzione di un rapporto di fiducia con chi le accoglie: la vergogna, la paura di non essere credute, il senso di colpa. Le donne hanno quindi bisogno di essere sostenute per poter immaginare la loro vita al riparo dalla paura, dall’isolamento e dalla svalorizzazione. I colloqui di accoglienza con le donne, presso il centro antiviolenza, secondo una metodologia basata sulla relazione tra donne, con personale specificatamente formato, sono il punto di partenza di tutte le azioni successive previste da questa proposta progettuale, che prevede il coinvolgimento di altre realtà del territorio. Al centro c’è la donna con a fianco il centro antiviolenza, intorno a lei tutti gli altri soggetti a cui la donna può accedere, autonomamente, seppur sostenuta dal Centro: se, come e quando vuole. In questa visione la centralità viene riconosciuta alla donna e il valore specifico del centro antiviolenza sta proprio nel fatto di affiancarsi a lei, senza indirizzarla necessariamente verso l’una strada o l’altra; nel valore assegnato alla relazione fra donne per uscire dalla violenza; nelle competenze specifiche delle operatrici in materia di violenza; nella conoscenza che esse hanno delle risorse disponibili per farvi fronte. Nello specifico il progetto prevede le seguenti azioni:
1. SUPPORTO MATERIALE
Nei percorsi particolarmente complessi di uscita dalla violenza, in cui assenti o molto scarse sono le risorse a disposizione della donna in termini per esempio di reti familiare, sociale, amicale, conoscenze linguistiche e/o del territorio, povertà economica e/o impoverimento conseguente alla esperienza di violenza, il Centro intende offrire alle proprie utenti, in collaborazione con la rete di servizi a favore delle donne vittime di violenza, pacchi con alimenti, vestiario e beni di prima necessità. Sarà inoltre fornita la possibilità di consumare pasti caldi quotidianamente presso la mensa sociale di una delle associazioni che collabora con il Centro.
2. SEGRETARIATO SOCIALE
Il Centro fornirà informazioni sul complesso dei servizi e delle prestazioni sociali, sanitarie, educative e culturali, sia pubbliche che private, presenti sul territorio. In collaborazione con il centro di assistenza fiscale della rete di servizi creata, provvederà alla compilazione delle domande utili per ottenere bonus sociali. Il servizio utilizzerà i seguenti strumenti:
 Scheda di decodificazione del bisogno sociale della utente;
 mappa delle reti istituzionali;
 mappa dei servizi attivati nel territorio dell'ambito;
 banca dati delle utenti.
3. ATTIVAZIONE DI PERCORSI LABORATORIALI
I laboratori avranno sia una finalità educativo-ricreativa per consentire la sperimentazione delle proprie risorse in un’ottica evolutiva sia una finalità socializzante con altre donne. Tutti i laboratori possono prevedere l’utilizzo di spazi esterni alle strutture del centro antiviolenza, come la sede dell’Associazione Benessere e Salute presso la quale è stato attivato lo sportello interculturale.

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 Il progetto mira a contrastare il fenomeno della violenza di genere attraverso azioni concrete di sensibilizzazione sul territorio ed assistenza alle vittime, nonché decostruendo gli stereotipi sessisti che sottostanno a relazioni non paritarie che possono sfociare in situazioni di violenza

Con il presente progetto si intende dare continuità ed implementare l’insieme delle attività già avviate dal Centro.
La violenza sulle donne è prevalentemente un fenomeno sommerso, per contribuire alla risoluzione di questo deficit di comunicazione il Centro intende avviare le seguenti azioni:
Potenziare il flusso di informazioni sul tema della violenza sulle donne al fine di sensibilizzare la cittadinanza,
• Promuovere un’indagine territoriale sul problema, verificando numero di denunce e numero di violenze effettivamente perpetuate ed il grado di conoscenza sul territorio dei Centri Antiviolenza e delle altre strutture a sostegno delle vittime di violenza di genere.
Le azioni citate prevedono lo svolgimento delle seguenti attività:
• Organizzazione di n. 2 seminari o convegni locali sul tema della violenza di genere rivolti ad un pubblico adulto ed a studenti;
• Raccolta dati tramite questionario sui casi di violenza coinvolgendo forze dell’ordine, strutture sanitarie e realtà sociali;
• Aggiornamento sito internet con le informazioni ed i risultati ottenuti e distribuzione materiale pubblicitario sul progetto.

Il mondo del lavoro è il contesto in cui le donne possono trovare un primo luogo di riscatto. Riuscire in tempi brevi a costruirsi le pre-condizioni per avvicinarsi o ri-avvicinarsi al lavoro è fondamentale e prevede azioni specifiche: la conoscenza delle regole e dei vincoli del mercato del lavoro in Italia; la conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della famiglia; l’individuazione di risorse per la gestione dei figli.
Il Centro ha già avviato uno sportello per fornire alle donne vittime di violenza servizi di orientamento ed inserimento lavorativo. Attraverso questo progetto si vuole implementare questa attività prevedendo:
• Gruppi di orientamento.
L'attività dei gruppi di orientamento si struttura in cicli di incontri con gruppi di donne, max n. 5 a gruppo. Ogni incontro è condotto da operatrici qualificate. Formando un cerchio, si parte dalle esperienze, dalle aspettative, dalle competenze, dalle necessità, dai desideri e dai bisogni di ognuna. Le operatrici di volta in volta, raccolgono questi bisogni e esplicitano le domande e le perplessità più difficili da esprimere, supportando la donna nella messa a fuoco di vincoli e potenzialità sui quali lavorare. Durante il ciclo di incontri si esplorano alcuni momenti “topici” della ricerca del lavoro: la preparazione ad un colloquio, la costruzione di un curriculum, la presentazione personale, il colloquio in agenzia, la compilazione di moduli, la capacità di reggere una “trattativa”, ecc.
Percorsi intensivi individuali orientati alla ricerca del lavoro
Questi percorsi sono realizzati con l’obiettivo di accelerare il percorso di acquisizione di strumenti di orientamento da parte delle donne, al fine di muoversi in maniera più agevole nel mercato del lavoro e di potenziare le sue risorse per favorirne l’empowerment. Ogni percorso, condotto da un’operatrice esperta di orientamento al lavoro ha una durata massima di 2 mesi con incontri a cadenza settimanale. A queste attività si aggiungono: - supporto nella costruzione del curriculum - accompagnamenti per la consegna del curriculum – mappatura delle “agenzie” di lavoro sul territorio - colloqui di lavoro simulati.

OBIETTIVI
• Favorire sul territorio la conoscenza del fenomeno della violenza sulle donne e delle strutture nate per contrastare il fenomeno stesso;
• Favorire l’empowerment delle donne vittime di violenza;
• Incoraggiare le donne vittime di violenza a chiedere aiuto e denunciare il maltrattante;
• Realizzare di una rete informativa e assistenziale.

La finalità generale del progetto HOPE è rafforzare il sistema integrato di risposte concrete per il sostegno e l’accompagnamento delle vittime ad un percorso di fuoriuscita dalla violenza anche nei confronti di figli/e vittime di violenza assistita, con particolare attenzione alla fase di empowerment femminile e di sviluppo di percorsi di autonomia.

Di seguito i servizi che il Centro offre attraverso il progetto:

SERVIZI MINIMI DI PRESA IN CARICO:

  • Sostegno psicologico
  • Consulenza legale

PERCORSO AUTONOMIA:

  • Counseling mirato all’inserimento e/o reinserimento lavorativo
  • Monitoraggio psico-educativo per le donne in semiautonomia
  • Corsi di formazione professionalizzanti per inserimento e/o reinserimento lavorativo

ASSISTENZA E SOSTEGNO ALLE MADRI VITTIME DI VIOLENZA E AI MINORI VITTIME DI VIOLENZA ASSISTITA:

  • Percorsi di consulenza psico-pedagogica rivolti alle madri vittime di violenza
  • Percorsi psicologici rivolti ai figli vittime di violenza assistita
  •  Laboratori ludico-educativi

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