In Calabria il 26,4% delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: in particolare, il 16,5% ha subito violenza fisica, il 16,1% violenza sessuale, e il 4,1% uno stupro o un tentato stupro. Una incidenza costante nel corso degli anni. E’ superiore alla media nazionale l’incidenza delle donne che ha riportato ferite e danni permanenti a seguito dell’episodio di violenza.

Il Centro ritiene pertanto necessario diffondere il suo operato in altri contesti territoriali, per raggiungere ed aiutare più vittime possibili e ridurre il rischio di violenza fisica sulle donne.

Le attività che il Centro realizzerà con il contributo della Regione Calabria sono:

  • L’attivazione di un punto di ascolto nel Comune di Bagnara Calabra (RC) in collaborazione con l’associazione di volontariato BENESA Sezione n. 2 di Bagnara Calabria
  • La partecipazione delle donne vittime di violenza a corsi di autodifesa personale in collaborazione con la Società Body Art di Reggio Calabria.

Tali attività, oltre a generare maggiore conoscenza dei servizi offerti dal Centro antiviolenza, favoriranno il potenziamento della rete di servizi in favore delle donne vittime.

 

FOCAL POINT ARIEL - BAGNARA CALABRA

Il Centro antiviolenza ha operato sul Comune di Bagnara Calabra negli anni dal 2011 al 2013. Da quando il Centro è gestito dall’Associazione omonima, non ha più fornito servizi in questo Comune, sebbene nel corso della collaborazione con l’Amministrazione comunale ha ottenuto buoni risultati aiutando donne residenti vittime di violenza.

Dall’esperienza pregressa, ha quindi deciso di attivare un punto di ascolto presso la sede dell’Associazione di volontariato BENESA Sezione n. 2 che già da tempo sostiene le famiglie bisognose del Comune di Bagnara.

E’ prevista inizialmente la promozione di questo servizio sul territorio comunale. Successivamente saranno raccolte le richieste di aiuto da un’operatrice del Centro adeguatamente formata. Tali richieste saranno poi valutate dalla sede del Centro che organizzerà i servizi e le attività in favore delle donne vittime di violenza. Il punto di ascolto permetterà di fare una lettura dei bisogni maggiormente emersi dal territorio e si predisporranno attività mirate con l’ausilio delle professioniste del Centro e la collaborazione dei servizi presenti sul territorio. Il punto di ascolto sarà operativo due volte a settimana, di pomeriggio, per 3 ore.

Presso il focal point le utenti possono ricevere ascolto e presentare le loro esigenze. L’operatrice avrà a disposizione la modulistica necessaria per riportare i dati e le richieste di aiuto e trasmettere tali informazioni al Centro, che valuterà i servizi da attivare.

OBIETTIVI
  • Fornire un punto di riferimento alle donne vittime di violenza residenti nel Comune di Bagnara Calabria (RC) 
  • Aumentare la conoscenza del fenomeno della violenza di genere e rilevare i bisogni del territorio,
  • Sensibilizzare la cittadinanza del territorio presso il quale sarà attivato il Focal Point Ariel,
  • Offrire un servizio antiviolenza più capillare sul territorio calabrese.

 

AUTODIFESA PERSONALE

Come purtroppo già sappiamo, spesso la violenza si nasconde dentro le mura domestiche più vicine a noi. Allora può essere utile prepararsi alle evenienze peggiori conoscendo ogni proprio punto di forza e di debolezza e quelli del nemico. L’autodifesa femminile moderna poggia le sue basi su questi principi. Correttamente insegnata ed appresa, può riuscire ad offrire un bagaglio di preparazione tecnica, teorica e pratica, idoneo a preparare qualsiasi donna ad affrontare situazioni critiche con la consapevolezza di poter riuscire a sfruttare efficacemente ogni possibile via di uscita. E, in casi estremi, di poter opporre ad un assalitore una difesa efficace in grado, quantomeno, di minimizzare danni altrimenti gravissimi. Se non, addirittura, di neutralizzare l’aggressore. Ovviamente, l’optimum sarebbe riuscire ad evitare o disinnescare il pericolo sul nascere, ancor prima che diventi un’evenienza concreta e “fisica”. Infatti, i corsi di autodifesa femminile che il Centro proporrà alle utenti gratuitamente (la quota di iscrizione sarà sostenuta dal Centro stesso) si basano anzitutto una serie di insegnamenti teorici essenziali per evitare di trovarsi in situazioni senza via d’uscita. Dal non avventurarsi da sole in zone sconosciute o poco frequentate, a come camminare per avere sempre a portata “di voce” un punto sicuro, al tenere sempre pronto il cellulare, se la zona o la situazione sono insicure, con un numero di emergenza pronto ad essere chiamato e il vivavoce inserito. Poi, ovviamente, l’analisi critica del rischio, inquadrare il tipo di minaccia che si sta affrontando per sapere senza esitazione di che livello dovrà essere la reazione. Imparare alcune regole base solo apparentemente banali, ma fondamentali.

Le regole d’oro sono: prevenire, evitare e, se la situazione precipita, liberarsi, limitare i danni maggiori, imboccare la via di fuga migliore. 

L’obiettivo del corso di autodifesa femminile, sul breve e medio periodo, è quello di fornire, anzitutto, nuove direttive per la gestione emotiva delle situazioni di rischio. Offrire gli strumenti psicologici e pratici per fare in modo che non si attivi mai, nella donna aggredita, una modalità “rinunciataria”, da “vittima passiva”. Insomma pensare che “difendersi è possibile”.

I corsi si terranno presso la palestra gestita dalla società Body Art e con un istruttore qualificato della stessa. Ad assistere e sostenere le partecipanti durante le lezioni ci sarà un’operatrice del Centro come loro punto di riferimento per ogni problematica o necessità.

Il corso sarà gratuito, aperto alle donne che hanno subito o subiscono violenza prese in carico sia dal Centro d’Ascolto Ariel sia da altre realtà del territorio reggino, e da quelle donne che temono per la propria persona a motivo di minacce o per una convivenza “difficile”. In questo modo si spera di evitare situazioni di pericolo per la donna che vorrà partecipare. Un corso di autodifesa femminile può essere infatti uno strumento per acquistare sicurezza in se stesse ed un’arma più efficace per impedire una violenza fisica o psicologica. Il Centro sosterrà le spese di iscrizione comprensive della copertura assicurativa. Si prevede una parte teorica condotta dalla psicologa e dell’avvocato del Centro ed una parte pratica curata da un professionista della società sportiva.

Il corso avrà una durata max di 4 mesi e si spera di realizzarne almeno 2.

In Calabria il fenomeno della violenza è presente e ancora non del tutto emerso. Proprio per questa ragione è fondamentale proseguire le attività di contrasto della violenza sulle donne, affinché si possa attivare un efficiente servizio di aiuto, sostegno e accompagnamento. Infatti garantire continuità ad un servizio che può rappresentare un punto di riferimento constante per le persone in difficoltà e per le famiglie in termini di prevenzione e informazione dovrebbe essere un imperativo per gli Enti locali. Come purtroppo dicono le statistiche la causa principale dei traumi fisici e psicologici inflitti a donne e bambini è la violenza commessa all'interno delle mura domestiche, in famiglia, e dal partner. Studi recenti mostrano come le donne che subiscono violenza per mano di persone a loro molto vicine sono tra un quarto e un terzo della popolazione femminile totale. Tranne qualche eccezione, gli autori della violenza sono di sesso maschile: compagni, mariti, padri, fratelli perciò molte donne sono costrette a scappare dalle loro case per poter sfuggire alla situazione di violenza, salvarsi la vita e trovare protezione e rifugio per loro stesse e per i propri figli. Molto spesso infatti vi sono dei minori coinvolti. Le vittime devono essere incoraggiate a prendere la vita nelle proprie mani e di conseguenza tenderà ad incrementarsi la loro salute generale, l’autostima e la condizione psicologica globale, le possibilità di realizzazione. Le donne e minori dovrebbero così poter recuperare la sensazione di vivere in una situazione di sicurezza

Il progetto SARA comprende pertanto una serie di interventi ed azioni utili a migliorare e potenziare le attività del Centro antiviolenza, al fine di poter offrire un aiuto realmente utile e vicino alle esigenze delle utenti e dei loro figli minori a carico, continuando altresì a sensibilizzare ed informare la cittadinanza sul fenomeno della violenza.

 

RAFFORZARE LA RETE DEI SERVIZI ATTRAVERSO INTERVENTI DI PREVENZIONE, ASSISTENZA, SOSTEGNO E ACCOMPAGNAMENTO DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

Tale azione prevede il rafforzamento della rete dei servizi attraverso il potenziamento dei due punti di ascolto già in essere presso il Comune di Condofuri ed il Comune di Ionadi. I due Focal Point fungeranno da punti di riferimento alle donne vittime di violenza, facendo da “ponte” rispetto alla sede centrale, nella quale vengono effettivamente erogati i servizi di consulenza e accompagnamento. L’attività sarà tarata in modo da offrire un ascolto professionale, in grado di decodificare la domanda ed orientarla eventualmente già verso gli altri sportelli/servizi pubblici o del privato sociale che dovessero ritenersi più idonei. L’attività di cooperazione con il Comune di Condofuri e la Cooperativa Vibosalus assume una particolare rilevanza per poter raggiungere le donne vittime residenti in ambiti territoriali diverso da quello della sede del Centro.

I due punti di ascolto manterranno l’apertura per due giorni a settimana e le operatrici responsabili accompagneranno l’utente, in tutto il percorso elaborato per la fuoriuscita dal problema della violenza e per rispondere alle esigenze manifestate nel primo contatto.

Rafforzare i punti di ascolto può anche essere occasione di confronto e apprendimento finalizzato al miglioramento dei comportamenti professionali e, di conseguenza, degli interventi erogati all’interno della rete di servizi. Una sempre maggiore consapevolezza dell’interdipendenza, la possibilità di creare anche forti legami informali, avere obiettivi condivisi, sono tutti fattori che possono costituire un incentivo alla costruzione del consenso sul vantaggio reciproco che si ottiene dal raccordo e dal lavoro di rete.

 

INTERVENTI PER IL SOSTEGNO ABITATIVO, IL REINSERIMENTO LAVORATIVO E PIU’ IN GENERALE L’ACCOMPAGNAMENTO NEI PERCORSI DI FUORIUSCITA DALLA VIOLENZA

Il problema principale per le donne che concludono il percorso di fuoriuscita dalla violenza e dalle conseguenze da essa prodotta, è dato dalla difficoltà di inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro, difficoltà determinata dai seguenti fattori: la bassa scolarizzazione, le  poche esperienze lavorative pregresse (spesso le donne non hanno mai svolto un’attività lavorativa fuori dall’ambiente domestico), problemi di conciliabilità dei tempi di lavoro con quelli legati alle responsabilità di cura da parte di quelle donne che hanno figli minori; l’impossibilità di essere inserite in percorsi facilitanti l’inserimento nel mercato di lavoro destinati a soggetti svantaggiati in quanto le donne vittime di violenza non vengono ritenute tali.

Considerati gli ottimi risultati raggiunti negli anni passati con l’attivazione dei tirocini formativi per le donne vittime di violenza, il Centro intende avviare n. 1 percorso lavorativo da realizzarsi presso una delle realtà aziendali aderenti alla rete dei servizi promossa dal Centro.

Il tirocinio avrà durata di 6 mesi. L’obiettivo strategico è quello di promuovere e facilitare l’inserimento sociale e lavorativo delle donne che hanno subito violenza fisica, sessuale, psicologica.

 

AZIONI PER MIGLIORARE LA CAPACITA’ DI PRESA IN CARICO DELLE DONNE MIGRANTI

Il Centro ha attivato nel 2018 lo sportello interculturale TABITA per il sostegno delle donne migranti vittime di pratiche lesive sulla propria persona e di maltrattamenti. Lo sportello offrirà i seguenti servizi:

  • prima accoglienza
  • consulenza psicologica e legale con assistenza di una mediatrice linguistica
  • orientamento ai servizi territoriali
  • corso di alfabetizzazione
  • accompagnamento presso strutture per cure e visite sanitarie.

Con il progetto SARA, si prevede di riattivare lo sportello con i suoi servizi, prevedendo altresì attività di sostegno materiale. Lo sportello sarà attivato presso la sede del Centro per due giorni a settimana.

 

INTERVENTI IN FAVORE DEI MINORI VITTIME DI VIOLENZA ASSISTITA

Il Centro Antiviolenza da anni si prende cura anche delle vittime di violenza assistita. L’essere parte di relazioni violente provoca conseguenze a lungo termine sullo sviluppo inter e intrapsichico dei minori, che si manifestano in tutti gli ambiti della vita quotidiana. In tal senso l’ambito scolastico rappresenta il luogo per eccellenza di emersione dei disagi sia con il conseguimento di risultati scolastici mediocri sia, soprattutto, attraverso atteggiamenti e comportamenti che incidono negativamente sulla valutazione complessiva del minore. Inoltre, le differenti età dei minori che afferiscono al Centro, e quindi i diversi gradi di sviluppo evolutivo del minore, portano a manifestazioni dei vissuti differenti, richiedendo conseguentemente interventi specifici che tengano conto dei bisogni e delle problematiche specifiche. Si prevede pertanto lo svolgimento dell’attività di sostegno scolastico e laboratoriale, con incontri settimanali. I citati incontri, effettuati alla presenza della psicologa e di un’operatrice, prevedono una prima fase di affiancamento ai minori nella realizzazione dei compiti, al fine di migliorare le performance scolastiche soprattutto laddove queste non rappresentino le reali capacità del minore e di cui egli stesso ha, talvolta, poca consapevolezza. Accanto a questo, obiettivo fondamentale è quello di aiutare i minori a sperimentare nuove modalità relazionali. In tal senso compito delle operatrici è quello di creare momenti specifici di “gioco/laboratorio” guidato affinché i bambini, tramite strumenti ludici adeguati, possano verbalizzare e sperimentare in un contesto protetto le proprie emozioni e i vissuti, spesso difficili da nominare e riconoscere.

 

AZIONI DI INFORIMAZIONE, COMUNICAZIONE E FORMAZIONE

Le attività di informazione e comunicazione hanno come obiettivo principale quello di favorire la visibilità del Centro e della rete di servizi che collabora con il Centro stesso per contrastare il fenomeno della violenza di genere. Prevedono la produzione e la stampa di materiale informativo/pubblicitario e la sua diffusione, sia sul territorio sia sul web tramite i siti web, il profilo Facebook. Il progetto SARA prevede nello specifico:

  • La realizzazione di una brochure destinata alla eventuale utenza, che illustra sinteticamente quali sono i casi in cui il Centro può essere di aiuto, la qualità e la metodologia dei servizi offerti e i luoghi principali di erogazione di questi servizi a favore delle donne e dei figli minori esposti a situazioni di violenza.
  • La realizzazione e stampa di un manifesto informativo da affiggere nelle scuole (di differente ordine e grado) e negli esercizi commerciali che svolgono attività principalmente destinate ad un pubblico femminile.
  • Aggiornamento dei siti web e del profilo Facebook del Centro con le informazioni del progetto SARA.

Infine il Centro intende organizzare un corso di formazione per “OPERATRICE DI CENTRI ANTIVIOLENZA” rivolto a tutte le donne che vogliono acquisire strumenti tecnici e pratici sul piano psico-sociale, sanitario, organizzativo e giuridico in materia, per rispondere ai bisogni delle donne sopravvissute alla violenza e per sviluppare, gestire e valutare interventi innovativi volti anche alla prevenzione della violenza di genere. L’obiettivo del Corso di Formazione è formare figure in grado di rispondere efficacemente ai bisogni delle donne vittime e di attuare interventi fornendo conoscenze teoriche e pratiche volte a prevenire e a contrastare la violenza di genere, la violenza maschile e la violenza assistita. La formazione sui temi dell’accoglienza, dell’ascolto e dell’accompagnamento di donne che subiscono violenza è condizione indispensabile per operare in tale settore o comunque per saper leggere i segnali della violenza e riconoscerli nel giusto modo. Il percorso qui proposto prevede la costruzione di nuovi saperi e l’operatività per prassi consolidata. Le formatrici saranno le professioniste del Centro.

Il corso sarà strutturato in n. 9 moduli da 4 ore ciascuno, da tenersi una volta a settimana:

MODULO 1.

Presentazione del Corso

  • La necessità di una formazione specifica in ambito di prevenzione e contrasto della violenza maschile e di genere sulle donne.
  • Il Movimento delle donne: elementi storici.
  • La governance in Italia: i soggetti che si occupano delle politiche sociali sull’antiviolenza: Dipartimento Pari Opportunità, Regioni, Comuni, reti territoriali, Associazioni di donne, Centri antiviolenza e Case rifugio.
  • L’esperienza dei centri antiviolenza in Italia: storia, mission, prospettive, modalità operative.
  • Laboratori di attivazione per la creazione del gruppo di lavoro.
MODULO 2.

Cornice della violenza di genere e della violenza assistita

  • La storia e le radici della violenza contro le donne.
  • Epidemiologia della violenza sulle donne.
  • Analisi della dimensione strutturale della violenza.
  • La violenza maschile sulle donne nella sua complessità sociale e culturale.
  • Violenza su donne migranti e rifugiate.
  • Definizioni, diffusione, caratteristiche, forme e tipi, stereotipi sociali, spirale della violenza.
    I dati e le ricerche statistiche.
  • Violenza assistita dai minori figlie/i delle donne che subiscono violenza maschile: protezione, esiti e percorsi di tutela; il ruolo dell’insegnante; il ruolo della neuropsichiatria infantile e del pediatra.
MODULO 3.

Metodologia e strumenti di un Centro Antiviolenza

  • L’ascolto telefonico: dalla ricezione della chiamata all’attivazione del percorso.
  • La progettazione dell’intervento: dall’accoglienza all’empowerment.
  • Pratiche di accoglienza e di accompagnamento: definizione del percorso di uscita dalla violenza; il percorso e i principi dell’aiuto; metodologia dell’accoglienza.
  • Teoria e tecnica della relazione d’aiuto in un CAV.
  • Iter per l’inserimento in Casa Rifugio ad indirizzo segreto.
MODULO 4.

Presa in carico da parte dell’operatrice all’ascolto e all’accoglienza

  • Il setting spaziale e relazionale; il segreto professionale.
  • L’ascolto attivo, empatico e assertivo.
  • L’analisi della domanda; la motivazione al cambiamento; la sospensione dei giudizi di valore.
  • Orientamento al lavoro e percorsi di tirocinio nell’ambito di progetti specifici.
MODULO 5.

La presa in carico dal punto di vista psicologico

  • Riconoscere i segnali e le dinamiche di una relazione violenta.
  • La comunicazione con la vittima di violenza.
  • La gestione delle emozioni durante il colloquio.
  • Il riconoscimento delle reazioni post-traumatiche.
  • L’elaborazione del trauma e della separazione dall’aggressore/maltrattante.
  • Educare alla relazione intima.
MODULO 6.

Aspetti legali della violenza contro le donne

  • Evoluzione storica del diritto relativo al contrasto e alla prevenzione della violenza.
  • Dalla Convenzione di Istanbul alle Corti europee: il difficile cammino del diritto nella prevenzione e contrasto della violenza di genere.
  • Diritto internazionale e comunitario in ambito della violenza contro le donne.
  • La normativa italiana contro le diverse violenze contro le donne.
  • Strumenti giuridici per la protezione della donne vittime di violenza.
  • La violenza su donne disabili o anziane.
  • Affido dei figli in contesti di violenza.
  • Denunce: nodi critici.
  • Il ruolo delle Forze dell’Ordine.
  • La valutazione del rischio di recidiva di violenza.
  • Laboratori di attivazione.
MODULO 7.

Linguaggio, comunicazione e mass media

  • Linguaggi, stereotipi e sessismi mediali.
  • Sessualizzazione precoce e violenza nei media.
  • Stereotipi ed oggettivazione delle donne.
  • La comunicazione con la vittima di violenza.
  • Linguaggi e cultura di genere.
MODULO 8.

Conclusione del percorso formativo attraverso verifiche (test, elaborato di gruppo, colloquio).

Al termine del percorso sarà rilasciato un attestato di partecipazione valido ai fini curriculari.

 

Scarica il volantino per contattarci e avere maggior informazioni

FOCAL POINT ARIEL CONDOFURI (RC)

FOCAL POINT ARIEL BAGNARA CALABRA (RC)

FOCAL POINT ARIEL IONADI (VV)

 WEB BANNER BRACCIA

Il centro d’Ascolto Ariel di Reggio Calabria vuole fare sentire il suo abbraccio a tutte le donne in difficoltà in un periodo storico in cui ne sentiamo tutti la privazione.

Per innescare una nuova chiave di azione molte sono le iniziative appena concluse ed ancora in corso. Dal 1° dicembre 2020 il centro antiviolenza ha avviato di concerto con la Cooperativa Sociale Terra Promessa, grazie al sostegno della Regione Calabria, Dipartimento Pari Opportunità una campagna di comunicazione sociale innovativa denominata BRACCIAXAMARE al fine di incoraggiare le donne a reagire ad un vero e proprio lockdown emotivo che le paralizza. Molte campagne di comunicazione hanno l’obiettivo di favorire il riconoscimento di atteggiamenti e segnali potenzialmente pericolosi dei partners maschili ed incoraggiare alla denuncia. Ma a questo scopo spesso si mostrano donne livide, inorridite, ripiegate su sé stesse e si punta sull’impatto emotivo di queste immagini. Concentrando l’attenzione unicamente sulle vittime, si tralascia però di nominare gli autori della violenza o le forme di relazione tra i sessi su cui tale violenza si fonda.

Insomma gli uomini non ci sono, come se la questione non li riguardasse. Ma i nostri colleghi, i nostri fratelli, i nostri amici devono prendere coscienza del ruolo determinante che possono svolgere nella prevenzione e nel contrasto alla violenza. E’ a loro che principalmente ci rivolgiamo.

Ci rivolgiamo con questa campagna a tutte coloro che sono isolate dalla paura, tormentate dal senso di colpa, dilaniate dallo sconforto e convinte che la via d’uscita dalla violenza sia irraggiungibile.

Ma ci rivolgiamo anche a tutti gli uomini per far risorgere in loro gli atavici sentimenti e le eroiche gesta dei cavalieri d’altri tempi. CERCASI UOMINI che dimostrino passione e coraggio nel conquistare non i territori o ricchezze materiali dei trascorsi epici racconti, ma che, nel ventunesimo secolo, brandiscano la spada per sconfiggere un virus ancora più insidioso del Covid 19, la paura e la violenza ai danni delle proprie sorelle, colleghe, vicine di casa. Uomini che usino le BRACCIAXAMARE.

UFFICIO STAMPA

CENTRO D’ASCOLTO ARIEL

VIA SCACCHIERI N. 5 GALLICO

89135 REGGIO CALABRIA (RC)

TEL. N. 0965/371373

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CONTRIBUTI PUBBLICI 2021CONTRIBUTI PUBBLICI 2021CONTRIBUTI PUBBLICI 2021

brochure ESTERfronterid

sfondo progetto ester

 

 Il progetto mira a contrastare il fenomeno della violenza di genere attraverso azioni concrete di sensibilizzazione sul territorio ed assistenza alle vittime, nonché decostruendo gli stereotipi sessisti che sottostanno a relazioni non paritarie che possono sfociare in situazioni di violenza

Con il presente progetto si intende dare continuità ed implementare l’insieme delle attività già avviate dal Centro.
La violenza sulle donne è prevalentemente un fenomeno sommerso, per contribuire alla risoluzione di questo deficit di comunicazione il Centro intende avviare le seguenti azioni:
Potenziare il flusso di informazioni sul tema della violenza sulle donne al fine di sensibilizzare la cittadinanza,
• Promuovere un’indagine territoriale sul problema, verificando numero di denunce e numero di violenze effettivamente perpetuate ed il grado di conoscenza sul territorio dei Centri Antiviolenza e delle altre strutture a sostegno delle vittime di violenza di genere.
Le azioni citate prevedono lo svolgimento delle seguenti attività:
• Organizzazione di n. 2 seminari o convegni locali sul tema della violenza di genere rivolti ad un pubblico adulto ed a studenti;
• Raccolta dati tramite questionario sui casi di violenza coinvolgendo forze dell’ordine, strutture sanitarie e realtà sociali;
• Aggiornamento sito internet con le informazioni ed i risultati ottenuti e distribuzione materiale pubblicitario sul progetto.

Il mondo del lavoro è il contesto in cui le donne possono trovare un primo luogo di riscatto. Riuscire in tempi brevi a costruirsi le pre-condizioni per avvicinarsi o ri-avvicinarsi al lavoro è fondamentale e prevede azioni specifiche: la conoscenza delle regole e dei vincoli del mercato del lavoro in Italia; la conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della famiglia; l’individuazione di risorse per la gestione dei figli.
Il Centro ha già avviato uno sportello per fornire alle donne vittime di violenza servizi di orientamento ed inserimento lavorativo. Attraverso questo progetto si vuole implementare questa attività prevedendo:
• Gruppi di orientamento.
L'attività dei gruppi di orientamento si struttura in cicli di incontri con gruppi di donne, max n. 5 a gruppo. Ogni incontro è condotto da operatrici qualificate. Formando un cerchio, si parte dalle esperienze, dalle aspettative, dalle competenze, dalle necessità, dai desideri e dai bisogni di ognuna. Le operatrici di volta in volta, raccolgono questi bisogni e esplicitano le domande e le perplessità più difficili da esprimere, supportando la donna nella messa a fuoco di vincoli e potenzialità sui quali lavorare. Durante il ciclo di incontri si esplorano alcuni momenti “topici” della ricerca del lavoro: la preparazione ad un colloquio, la costruzione di un curriculum, la presentazione personale, il colloquio in agenzia, la compilazione di moduli, la capacità di reggere una “trattativa”, ecc.
Percorsi intensivi individuali orientati alla ricerca del lavoro
Questi percorsi sono realizzati con l’obiettivo di accelerare il percorso di acquisizione di strumenti di orientamento da parte delle donne, al fine di muoversi in maniera più agevole nel mercato del lavoro e di potenziare le sue risorse per favorirne l’empowerment. Ogni percorso, condotto da un’operatrice esperta di orientamento al lavoro ha una durata massima di 2 mesi con incontri a cadenza settimanale. A queste attività si aggiungono: - supporto nella costruzione del curriculum - accompagnamenti per la consegna del curriculum – mappatura delle “agenzie” di lavoro sul territorio - colloqui di lavoro simulati.

OBIETTIVI
• Favorire sul territorio la conoscenza del fenomeno della violenza sulle donne e delle strutture nate per contrastare il fenomeno stesso;
• Favorire l’empowerment delle donne vittime di violenza;
• Incoraggiare le donne vittime di violenza a chiedere aiuto e denunciare il maltrattante;
• Realizzare di una rete informativa e assistenziale.

 

Di seguito i dati rilevati sul territorio provinciale grazie alla compilazione dei questionari da parte della Questura di Reggio Calabra, l’Ospedale Riuniti e le realtà sociali operative nel contrasto della violenza sulle donne. Le informazioni fornite si riferiscono all’anno 2019. 

 DATI  NUMERO
DONNE VITTIME DI VIOLENZA-ITALIANE 81
DONNE VITTIME DI VIOLENZA-STRANIERE 48
DONNE VITTIME DI VIOLENZA-MINORENNI 1
DONNE VITTIME DI VIOLENZA-18-25 ANNI 9
DONNE VITTIME DI VIOLENZA 25-40 ANNI 88
DONNE VITTIME DI VIOLENZA 40-45 ANNI 31
DONNE VITTIME CHE HANNO DENUNCIATO IL MALTRATTANTE 37
DONNE VITTIME CHE HANNO RITIRATO LA DENUNCIA 0
DONNE VITTIME CHE HANNO RIFIUTATO DI DENUNCIARE IL MALTRATTANTE 1
TOTALE DONNE ASSISTITE DALLE ISTITUZIONI NELL’ ANNO 2019 129

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